storia della produzione di birra in val pusteria Foto


L’importanza della birra per la ristorazione locale e per il turismo non richiede certo spiegazioni. Alla sete c’è solo una risposta valida: una bella birra fresca. Qui la birra è diventata una bevanda nobile: infatti la Pusteria ha non solo una tradizione nella coltivazione dell’orzo e nella produzione di birra, ha anche una sua cultura nel berla.

Incredibile ma vero, si beveva birra già 6.000 anni fa. I Babilonesi ed i Sumeri producevano svariati tipi di birra, e sia la produzione che la mescita erano regolate severamente.

In Pusteria la storia della produzione di birra non ha origini altrettanto lontane. È nominata per la prima volta a Valdaora nel 985: nell’elenco della decima di un maso troviamo: “10 situle vini et 20 situle cerevisie” (Redlich, Acta Tirolensia 1, No.17).

La birra prese poi piede definitivamente sotto l’arciduca Ferdinando II (dal 1564), un “boemo amante della birra”, che incoraggiò la coltivazione dell’orzo e la costruzione di birrerie.

La produzione di birra visse il suo massimo splendore durante l’imperialregio. Un elenco dei più importanti produttori di birra del Tirolo pone la Pusteria al primo posto con 11 birrerie, mentre in Val d’Adige all’epoca ne era riportata una sola. Non si menzionano altre zone di produzione nel resto dell’Alto Adige. Un articolo di giornale del 1906 rivela che le birre pusteresi godevano di una forte richiesta. Le birrerie più importanti si trovavano a Brunico, Campo Tures, Dobbiaco e Lienz. In quell’anno il raccolto di orzo fu pari a 240.000 “Metzen”.

Le birrerie pusteresi sospesero la produzione con l’inizio della Prima Guerra Mondiale. Essendo birrerie piccole risentirono presto delle conseguenze della guerra e di un sistema tributario antiquato.

Tratto da Bierland Südtirol di W. D. Speckmann, 1995

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